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ALTALEX NEWS

domenica 6 settembre 2026

“Perché non partecipi a concorsi, contest, challenge o mostre nel campo dell’arte?”

 


“Perché non partecipi a concorsi, contest, challenge o mostre nel campo dell’arte?”

di Amalia Lamanna

Spesso clienti, amici e parenti mi chiedono perché non partecipo a concorsi, contest, challenge o mostre nel campo dell’arte. Chi segue il mio lavoro capirà presto il perché, dato che i problemi che sto per descrivere sono comuni a moltissimi bandi analoghi.

L'ultimo bando che ho avuto modo di analizzare in questi termini è il bando di concorso per artisti "NEXT ART AI Award" (Hoban Cultural Foundation). Parlo di questo quindi solo perché è l’ultimo in termini temporali che mi è stato chiesto di analizzare. Vi allego il link https://next-art-ai.com/en/apply/overview

L'ente organizzatore è la Hoban Cultural Foundation (호반문화재단), una fondazione di interesse pubblico costituita nel 2004 in Corea del Sud (dato che come spiegherò in seguito è rilevante per la legge applicabile e il foro competente, su cui tornerò dopo). Dunque è un concorso per artisti organizzato da un ente serio e affidabile. Questo è un elemento che conta perché quanto più l’ente è affidabile tanto più i contenuti del bando evidenziano problematiche comuni ad altri contest organizzati da enti seri e affidabili.

Cosa emerge dal regolamento?

1.      obbligo di disclosure

Il regolamento impone, sia in fase di invio (sez. 05) sia — con portata più ampia — per le opere premiate (sez. 06), la trasmissione di:

  • strumenti AI e relative versioni;
  • prompt principali utilizzati;
  • elenco di tutte le risorse e gli strumenti di modifica impiegati;
  • per le opere vincitrici, eventualmente anche file originali in alta risoluzione o in formati/specifiche aggiuntive.

Questo non è un dettaglio procedurale accessorio: è un criterio di valutazione vero e proprio ("Idoneità della descrizione, dell'interpretazione e dei materiali di supporto", 10% del punteggio del turno finale), quindi non è aggirabile con una descrizione generica — l'organizzatore si aspetta chiarezza e sincerità sul processo produttivo.

Ora, qualunque digital creator ad un certo punto personalizza i propri strumenti, oggi con AI molti strumenti sono anche realizzabili in vibe coding, ad es. i file .cube (LUT) personalizzati, la libreria di componenti "master", gli strumenti di normalizzazione colore etc.  sono elementi che possono essere qualificati come possibile know-how riservato ex artt. 98-99 CPI. La tutela del segreto industriale/commerciale presuppone, tra i requisiti cumulativi di legge in UE, che le informazioni siano sottoposte a misure ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete. Il regolamento in esame non contiene alcuna clausola di riservatezza a carico dell'organizzatore, alcun NDA, né limitazioni sull'uso interno che la Fondazione potrebbe fare delle informazioni ricevute (prompt, elenco risorse, eventuali file originali): la disclosure richiesta, comporterebbe una comunicazione a un terzo non vincolato da obblighi di riservatezza, con il rischio — indipendentemente dall'esito del concorso — di perdita del carattere di segretezza che è presupposto stesso della tutela ex art. 98 CPI. La sua decisione di proporre una propria eventuale candidatura al contest va operata in termini coerenti con la strategia di protezione che si intende impostare per i propri lavori e in proporzione al piano del rischio giuridico correlato.

2. Il regime di sfruttamento previsto per le opere: portata e ambiguità

Vanno distinte tre situazioni, che il regolamento non tiene sufficientemente separate:

a) Opere che superano la fase preliminare ma non vincono ("finaliste"). La sez. 06 stabilisce che le opere selezionate per la seconda fase "saranno rese pubbliche e potranno essere votate online", con possibilità (non obbligo: "potranno essere inserite") di apposizione di filigrana/avviso. Questa è già di per sé un atto di comunicazione al pubblico dell'opera, che richiede una legittimazione dall'autore. Il regolamento non contiene però una clausola esplicita di licenza per questa fase — la licenza esplicita (sez. 06, primo alinea) è testualmente riferita solo alle "opere vincitrici". C'è quindi un'ambiguità tra le due previsioni: la partecipazione al concorso verosimilmente implica un consenso implicito alla pubblicazione in fase di voto pubblico, ma la portata di questo consenso (durata, finalità, possibilità di rimozione) non è specificata. Prima di sottoporre qualunque opera sarebbe il caso di richiedere per iscritto all'organizzatore chiarimenti su questo punto, o quantomeno di verificare l'esistenza di un documento di "Terms & Conditions" più esteso rispetto alla pagina "apply/overview" . Le pagine che ho consultato (neppure in forma prontamente agevole) non conteneva un equivalente dell'informativa privacy né eventuali termini d'uso generali del sito, che potrebbero esistere e contenere clausole ulteriori, che però io non sono riuscita a trovare.

b) Opere vincitrici. Per queste, l'organizzatore e l'ente ospitante si riservano il diritto di riprodurre, esporre, trasmettere, distribuire e utilizzare le opere, online e offline, per finalità non commerciali (promozione, eventi, archiviazione), con possibilità di modifica/adattamento a condizione di non alterarne sostanzialmente l'integrità. Questa clausola è compatibile con l'art. 20 l. 633/1941 (diritto morale all'integrità dell'opera), che resta quindi presumibilmente azionabile secondo la legge italiana per l'autore, sebbene l'effettiva tutelabilità pratica in Corea in caso di violazione sia tutt'altro che scontata (v. punto 4).

c) Titolarità residua. Il regolamento non contiene una clausola espressa che dichiari la titolarità dei diritti d'autore in capo al candidato per l'intera durata e per ogni utilizzo: la licenza descritta alla lettera b) è configurabile come non esclusiva e limitata, ma l'assenza di una clausola di riserva esplicita ("tutti i diritti non espressamente concessi restano al candidato") è una lacuna che, da avvocato, suggerirei di non dare per scontata mediante interpretazione a contrario, e di richiedere sempre in forma scritta e accettata in termini espliciti.

3. Onere di manleva e rischio di responsabilità per diritti di terzi

La sez. 06 pone integralmente a carico del candidato la responsabilità per qualsiasi violazione di diritti di terzi (autore, IP, immagine, pubblicità) relativa a qualsiasi elemento incluso nell'opera — comprese font, musica, testo. Questo punto comporta la necessità di verificare puntualmente:

  • che non compaiano volti di persone reali identificabili (incluse riproduzioni fotografiche stock, anche se in origine acquisite con licenza royalty-free;
  • che gli elementi generati con AI provengano da strumenti il cui ToS non sollevi dubbi sulla titolarità dell'output;
  • l'assenza di derivazione da opere di pubblico dominio non correttamente qualificate come tali (eventuali riferimenti a opere di pubblico dominio vanno documentati come tali nella descrizione richiesta).

4. Un punto specifico ad alto rischio: licenze d'uso commerciale degli strumenti AI

Tra le condotte espressamente qualificate come "cattiva condotta" (sez. 06) figura la mancata acquisizione di licenze che consentano l'uso commerciale di tutti gli elementi utilizzati, "inclusi strumenti di intelligenza artificiale generativa". Questa clausola è potenzialmente la più insidiosa. La maggior parte degli artisti digitali crea sfruttando molte versioni gratuite ( applicazioni come di Meta AI, Manus, Claude e Gemini anche in versione gratuita possono essere facilmente utilizzate insieme), le licenze spesso in merito sono lacunose proprio sulla titolarità/sfruttabilità commerciale dell'output. Se il piano gratuito dello strumento effettivamente impiegato per l'opera candidata non attribuisce espressamente all'utente una licenza d'uso commerciale sull'output, la partecipazione al concorso — che pure è gratuita e non a scopo di lucro diretto — potrebbe tecnicamente ricadere nella fattispecie di "cattiva condotta" come definita dal regolamento, con conseguenze previste testualmente: revoca del premio, recupero delle somme, azioni civili e/o penali, esclusione da futuri programmi della Fondazione. Quindi, prima di qualunque invio, è importante verificare puntualmente — non genericamente — la clausola sui diritti di output nel ToS versione consumer/gratuita dello specifico strumento usato per l'opera che eventualmente si sceglierà di presentare.

5. Legge applicabile, foro competente e "definitività" delle decisioni

Nel regolamento che mi è stato sottoposto non trovo riportata alcuna clausola su legge applicabile o foro competente. Sarebbe il caso di richiedere il regolamento integrale – se esiste in una versione più ampia di quella pubblicata alla pagina "apply/overview". Considerato che l'organizzatore è una fondazione coreana, è ragionevole attendersi (salvo diversa previsione nei documenti integrali) l'applicazione della legge sudcoreana e un foro coreano per eventuali controversie: questo rende in concreto poco esperibile un'azione di tutela per un autore italiano in caso di violazione della clausola di integrità dell'opera o di uso improprio in sede di voto pubblico. È inoltre espressamente previsto che l'esito della valutazione sia "definitivo e non soggetto ad appello" — clausola di per sé lecita per un concorso a premio gratuito e non vincolante sotto il profilo della responsabilità civile per fatti diversi dalla mera valutazione di merito (es. violazioni della clausola di integrità dell'opera, o trattamento scorretto dei dati personali, resterebbero azionabili in via generale, ma con i limiti pratici appena indicati).

6. Profilo fiscale trasversale

Il premio è corrisposto "al netto delle imposte e degli oneri pubblici applicabili": questo lascia presumere una ritenuta alla fonte coreana su premi corrisposti a soggetti non residenti. L’eventuale vincitore italiano potrebbe trovarsi a rischio di doppia imposizione/credito d'imposta. Quindi, per stare tranquilli potrebbe essere meglio fare una verifica chiedendo un parere all’ADE.

7. Conclusione operativa

Prima di procedere alla candidatura suggerirei, in ordine di priorità di:

  1. reperire il regolamento integrale/Termini & Condizioni del sito (non solo la pagina "apply/overview"), per verificare legge applicabile, foro competente e l'esatta portata della licenza in fase di voto pubblico per i soli finalisti;
  2. verificare puntualmente i termini di servizio del piano gratuito dello strumento AI effettivamente usato per l'opera che si intende candidare, con riguardo specifico alla licenza d'uso commerciale dell'output;
  3. accertarsi che nell'opera non compaiano volti reali identificabili non coperti da consenso, né elementi la cui provenienza (stock, pubblico dominio) non sia agevolmente documentabile nella descrizione richiesta;
  4. predisporre comunque una versione "minima" della documentazione di processo (prompt, strumenti, risorse) limitata all’opera da candidare, valutando di evitare qualunque riferimento incrociato a materiali, LUT o asset della libreria "master" condivisi con altre opere realizzate dallo stesso artista e su cui vuole mantenere i segreti di know-how.

 

Il presente contributo ha finalità informativa generale e non costituisce parere legale su un caso specifico; ogni situazione va valutata alla luce del regolamento integrale del singolo bando e delle circostanze concrete.


martedì 9 giugno 2026

Sistemi AI e Conoscenza: Popper, Kuhn e Kant nell’era dell’Intelligenza Artificiale

 

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Sapere aude e la governance dell'AI: un approccio kantiano contro il mito dell'algoritmo


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Pensiero artificiale, funzione giudiziaria e l’errore di metodo della metonimia

 






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Sovranità tecnologica europea

 

Comunicazione sulla sovranità tecnologica europea, accompagnata da una strategia europea per l'open source

La Commissione propone il Pacchetto sulla sovranità tecnologica europea, che segna un cambiamento nell'approccio dell'Europa ai suoi ecosistemi tecnologici.

 

La Commissione sta proponendo una strategia globale e articolata per raggiungere la sovranità tecnologica , con iniziative interconnesse e che si rafforzano a vicenda in ogni fase della catena del valore, dai chip alle infrastrutture, al software, al cloud e all'intelligenza artificiale, e in sinergia con iniziative passate e in corso come le AI Factories e le AI Gigafactories.

Ciò si riflette in quattro iniziative:

1.   Il Chips Act 2.0 mira a rafforzare l'ecosistema dei semiconduttori e la resilienza della catena di approvvigionamento, nonché a stimolare la domanda interna.

2.   Il Cloud and AI Development Act (CADA) mira a sbloccare il potenziale dell'IA e del cloud per trasformare i nostri ecosistemi industriali e migliorare i risultati per la società.

3.   La strategia open source dell'UE per ridurre le dipendenze nell'intero stack tecnologico.

4.   Una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale nel settore energetico.

È possibile scaricare la Comunicazione completa e i relativi allegati qui di seguito.

 

 

Per saperne di più sulla sovranità tecnologica in UE, segui questo link https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/eu-tech-sovereignty

per i download segui questo link  


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