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sabato 28 luglio 2012

Sanatoria 2012 - Il testo del Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012

Sanatoria 2012 - Il testo del Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto contenente le misure per la regolarizzazione

Come anticipato nei giorni scorsi, è stato ufficialmente emanato il decreto che contiene, nelle sue disposizioni transitorie, le misure per sanare le posizioni dei lavoratori non in regola con la normativa sulla permanenza in Italia, oltre a permettere ai datori di lavoro di presentare domanda di emersione dal lavoro nero di propri dipendenti, previo pagamento di un contributo forfettario di 1.000 euro e la dimostrazione dell’avvenuto pagamento di stipendi e oneri per almeno 6 mesi.
La vasta platea di interessati (qualche centinaia di migliaia di migranti irregolari, secondo le prime stime), dovranno produrre documentazione che attesti la loro permanenza in Italia almeno dal 31 dicembre 2011.
Vengono inoltre indicati i motivi ostativi al buon esito del procedimento, con l’esclusione di migranti e datori di lavoro con precedenti condanne per reati quali il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, oltre a quelli previsti reati previsti dall’articolo 22 del D.L. 23 maggio 2008, n. 92 (cosiddetto "Pacchetto Sicurezza").
Con successivo decreto verranno indicate ulteriori precisazioni, quali le modalità di pagamento del contributo forfettario di 1.000 euro e la soglia minima di reddito del datore di lavoro per poter accedere alle misure previste dal decreto.
L’avvio della procedura di regolarizzazione prenderà il via il 15 settembre, per concludersi il 15 ottobre.
- Scarica il Decreto

Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e’ irregolare.
(GU n. 172 del 25-7-2012 )
Entrata in vigore del provvedimento: 09/08/2012
PDF - 34.3 Kb
Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012
fonte: Gazzetta Ufficiale
[ giovedì 26 luglio 2012 ]
Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e’ irregolare.
(GU n. 172 del 25-7-2012 )
Entrata in vigore del provvedimento: 09/08/2012

estratto da http://www.meltingpot.org/articolo17955.html

martedì 28 dicembre 2010

E' più difficile espellere i genitori immigrati se il rimpatrio danneggia i figli minori

27/10/2010 -
E' più difficile espellere i genitori immigrati se il rimpatrio danneggia i figli minori

dal sito web http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/famiglia-successioni/news/articolo/lstp/372869/
Aumentano le tutele per i minori figli di immigrati irregolari a rischio di espulsione: la Cassazione (21799/10) ha decisoche non si possono mandare via gli stranieri genitori, anche quelli che hanno commesso reati, nel caso in cui il loro allontanamento dall’Italia, tramite il rimpatrio, abbia riflessi negativi sul generale equilibrio psico-fisico dei bambini.
Il casoLa Suprema Corte ha accolto il ricorso di una signora africana condannata per sfruttamento della prostituzione e raggiunta da foglio di via. Contro l’espulsione si è rivolta alla Cassazione facendo presente di avere tre figli ai quali il suo rimpatrio avrebbe nuociuto, anche se i ragazzini proprio per il «comportamento poco attento della madre» sono stati dati in affido part-time a una famiglia fin dal 2003. Secondo la Suprema Corte i «gravi motivi» che, in base alle norme sull’immigrazione, consentono la temporanea autorizzazione del genitore con foglio di via, a rimanere in Italia, debbono essere interpretati in maniera elastica tale da non essere applicati solo alle «situazioni di emergenza o alle circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla salute» del minore, ma a un ventaglio molto più ampio di circostanze. Tra i «gravi motivi» vanno ricomprese tutte le circostanze in grado di produrre «qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obiettivamente grave che in considerazione dell’età o delle condizioni di salute ricollegabili al complessivo equilibrio psico-fisico derivi o deriverà certamente al minore dall’allontanamento del familiare o dal suo definitivo sradicamento dall’ambiente in cui è cresciuto». Secondo la Cassazione si tratta di «situazioni di per sè non di lunga o indeterminabile durata, e non aventi tendenziale stabilità e che pur non prestandosi ad essere preventivamente catalogate e standardizzate, si concretano in eventi traumatici e non prevedibili nella vita del fanciullo che necessariamente trascendono il normale e comprensibile disagio del rimpatrio suo o del suo familiare».

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