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ALTALEX NEWS
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lunedì 30 maggio 2016
venerdì 7 giugno 2013
Trattato di Velsen
http://files.meetup.com/699381/trattato_velsen.pdf
Gazzetta Ufficiale N. 134 del 11 Giugno 2010
LEGGE 14 maggio 2010 , n. 84
Ratifica ed esecuzione della Dichiarazione di intenti tra i Ministri della difesa di Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna relativa alla creazione di una Forza di gendarmeria europea, con Allegati, firmata a Noordwijk il 17 settembre 2004, e del Trattato tra il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica portoghese per l'istituzione della Forza di gendarmeria europea, EUROGENDFOR, firmato a Velsen il 18 ottobre 2007. (10G0107)
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
promulga
la seguente legge:
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
promulga
la seguente legge:
Art. 1
Autorizzazione alla ratifica
1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato a ratificare la
Dichiarazione di intenti tra i Ministri della difesa di Francia,
Italia, Olanda, Portogallo e Spagna relativa alla creazione di una
Forza di gendarmeria europea, con Allegati, firmata a Noordwijk il 17
settembre 2004, e il Trattato tra il Regno di Spagna, la Repubblica
francese, la Repubblica italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la
Repubblica portoghese per l'istituzione della Forza di gendarmeria
europea, EUROGENDFOR, firmato a Velsen il 18 ottobre 2007.
Autorizzazione alla ratifica
1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato a ratificare la
Dichiarazione di intenti tra i Ministri della difesa di Francia,
Italia, Olanda, Portogallo e Spagna relativa alla creazione di una
Forza di gendarmeria europea, con Allegati, firmata a Noordwijk il 17
settembre 2004, e il Trattato tra il Regno di Spagna, la Repubblica
francese, la Repubblica italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la
Repubblica portoghese per l'istituzione della Forza di gendarmeria
europea, EUROGENDFOR, firmato a Velsen il 18 ottobre 2007.
Art. 2
Ordine di esecuzione
1. Piena ed intera esecuzione e' data agli atti di cui all'articolo
1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in
conformita' a quanto disposto dall'articolo 46 del Trattato di cui al
citato articolo 1.
Ordine di esecuzione
1. Piena ed intera esecuzione e' data agli atti di cui all'articolo
1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in
conformita' a quanto disposto dall'articolo 46 del Trattato di cui al
citato articolo 1.
Art. 3
Partecipazione italiana alla Forza
di gendarmeria europea
1. Ai fini del Trattato di cui all'articolo 1, la Forza di polizia
italiana a statuto militare per la Forza di gendarmeria europea e'
l'Arma dei carabinieri.
Partecipazione italiana alla Forza
di gendarmeria europea
1. Ai fini del Trattato di cui all'articolo 1, la Forza di polizia
italiana a statuto militare per la Forza di gendarmeria europea e'
l'Arma dei carabinieri.
Art. 4
Copertura finanziaria
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a
euro 191.200 annui, a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 3, comma 1, della legge 4 giugno 1997, n. 170.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Copertura finanziaria
1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a
euro 191.200 annui, a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui
all'articolo 3, comma 1, della legge 4 giugno 1997, n. 170.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 5
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 14 maggio 2010
NAPOLITANO
Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Frattini, Ministro degli affari
esteri
La Russa, Ministro della difesa
Visto, il Guardasigilli: Alfano
LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 3083):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Frattini) e dal
Ministro della difesa (La Russa) il 28 dicembre 2009.
Assegnato alle commissioni riunite III (Affari esteri e
comunitari) e IV (Difesa), in sede referente, il 28 gennaio 2010, con
pareri delle commissioni I, II, V, VI, VIII, IX, XII e XIV.
Esaminato dalle commissioni riunite III e IV l'11, 16 e 24
febbraio 2010; il 4 marzo 2010.
Esaminato in aula ed approvato il 9 marzo 2010.
Senato della Repubblica (atto n. 2062):
Assegnato alle commissioni riunite 3ª (Affari esteri,
emigrazione) e 4ª (Difesa), in sede referente, il 12 marzo 2010, con
pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 5ª e 14ª.
Esaminato dalle commissioni riunite 3ª e 4ª il 23 marzo 2010; il
20 e 28 aprile 2010.
Esaminato ed approvato in aula il 28 aprile 2010.
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 14 maggio 2010
NAPOLITANO
Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Frattini, Ministro degli affari
esteri
La Russa, Ministro della difesa
Visto, il Guardasigilli: Alfano
LAVORI PREPARATORI
Camera dei deputati (atto n. 3083):
Presentato dal Ministro degli affari esteri (Frattini) e dal
Ministro della difesa (La Russa) il 28 dicembre 2009.
Assegnato alle commissioni riunite III (Affari esteri e
comunitari) e IV (Difesa), in sede referente, il 28 gennaio 2010, con
pareri delle commissioni I, II, V, VI, VIII, IX, XII e XIV.
Esaminato dalle commissioni riunite III e IV l'11, 16 e 24
febbraio 2010; il 4 marzo 2010.
Esaminato in aula ed approvato il 9 marzo 2010.
Senato della Repubblica (atto n. 2062):
Assegnato alle commissioni riunite 3ª (Affari esteri,
emigrazione) e 4ª (Difesa), in sede referente, il 12 marzo 2010, con
pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 5ª e 14ª.
Esaminato dalle commissioni riunite 3ª e 4ª il 23 marzo 2010; il
20 e 28 aprile 2010.
Esaminato ed approvato in aula il 28 aprile 2010.
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Allegato
Allegato
Eurogendfor, la polizia europea über alles con “totale immunità giudiziaria”: ecco i nuovi gerarchi
Eurogendfor, la polizia europea über alles con “totale immunità giudiziaria”: ecco i nuovi gerarchi
La cosa più preoccupante in assoluto di questa milizia, attualmente posta sotto il comando del colonnello olandese Cornelis Kuijs, è la sua totale autonomia. L’Eurogendfor, infatti, non deve rispondere né ai Parlamenti delle nazioni che l’hanno creata, né, tanto meno, a quello europeo di Strasburgo. Soprattutto, parrebbe che i membri dell’Efg possano godere di una “totale immunità giudiziaria”. Che cosa potrà succedere in occasioni dove l’ordine pubblico dovrà rispondere ai nuovi gerarchi? La risposta in un’inchiesta firmata da Gea Ceccarelli per ArticoloTre. In questi giorni si parla molto dell’imminente scioglimento dell’Arma dei carabinieri e sono in tanti a domandarsi dove potranno finire dunque tutti coloro che hanno dedicato la propria vita alla forza militare italiana. Ebbene, la risposta è:polizia o Eurogendfor. La Polizia non ha certo bisogno di presentazioni. La seconda, invece, sì, se non altro per il silenzio che su essa regna. L’Eurogendfor altro non è che l‘European Gendarmerie Force, una sorta di esercito sovranazionale dotato di poteri straordinari, formato da 800 militari sempre pronti a intervenire in ogni luogo del pianeta e una riserva di di circa 2000 uomini attivabili entro trenta giorni.
Questa gendarmeria nacque nel 2004 su iniziativa di cinque Paesi Membri dell’Ue: Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Paesi Bassi. Proprio quelli che, il 18 ottobre 2007 , firmarono a Noordwijk il Trattato di Velsen, il quale, formato da appena 42 articoli, ne disciplina compiti e poteri. Nel 2008, poi, ai cinque stati “padri” si aggiunse anche la Romania. L’Egf, che ha sede a Vicenza, presso la casermaChinotto, è a disposizione dell‘Unione Europea, della Nato, dell’Onu e dell’Ocse, eppure non risponde a nessuno di essi, ma solo al Cimin(Comitato Interministeriale di Alto Livello), ossia a quel gruppo di ufficiali e rappresentanti del Ministero Esteri e Ministero Difesa. Rapidamente schierabile, composta da forze di polizia con status militare, interviene in scenari di crisi per riportare l’ordine pubblico. Dalla sua nascita, ha -ufficialmente- operato in almeno tre scenari: in Bosnia Erzegovina dal 2007 al 2010, nell’ambito della Missione Eufo “Althea”; ad Haiti, nel 2010, a seguito del terremoto, rispondendo alla richiesta dell’Onu; in Afghanistan, sotto l’egida della Nato, dove tutt’ora addestra la Polizia locale. Eppure non sono in pochi a ritenere che sia stata schierata anche in altre località e contesti, come in Grecia durante le rivolte anti-austerity. La cosa più preoccupante in assoluto di questa milizia, attualmente posta sotto il comando del colonnello olandese Cornelis Kuijs, è la sua totale autonomia. L’Eurogendfor, infatti, non deve rispondere né ai Parlamenti delle nazioni che l’hanno creata, né, tanto meno, a quello europeo di Strasburgo. Soprattutto, parrebbe che i membri dell’Efg possano godere di una “totale immunità giudiziaria”.
Nel Trattato di Velsen, il documento firmato dai ministri dei paesi che l’hanno costituita, si possono trovare infatti elencati i diversi “super poteri” che questa milizia europea si è vista riconoscere. Nell’articolo 21, per esempio, si cita l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi della gendarmeria. In quello successivo, ecco comparire l‘immunità delle proprietà e dei capitali dell’Egf da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli Stati. E ancora: l’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali della forza in questione non possano essere intercettate da nessuna autorità giudiziaria, mentre il ventinovesimo, il più illuminante di tutti, spiega come il personale EGF non possa essere soggetto a “procedimenti di esecuzione di giudizi a loro carico relativi a situazioni derivanti dallo svolgimento dei loro compiti ufficiali emessi dello Stato ospite o di destinazione.” Una carta bianca che permette ai super militari di far quello che preferiscono, appena mitigata dall’articolo 13, che sottolinea come il personale EGF debba “rispettare la legge in vigore nel Paese ospite o nel Paese di destinazione”. Inoltre, nell’articolo 28 del Trattato si chiarisce che i paesi aderenti rinunciano a chiedere indennizzi per eventuali danni procurati dalla milizia. Una lunga serie di protezioni, dunque, che, assieme al silenzio che regna su di essa, andrebbe a coprire la forza di polizia internazionale, la quale può operare in tutte le fasi di gestione di una crisi: quella iniziale, “attraverso la stabilizzazione e il ripristino delle condizioni di ordine, sicurezza pubblica, sostituendo o rafforzando le forze di polizia locali deboli o inesistenti”; quella di transizione, “continuando a svolgere la sua missione come parte della componente militare, facilitando il coordinamento e la cooperazione con unità di polizia locali o internazionali”; e nel disimpegno, “agevolando il trasferimento delle responsabilità dai militari alla catena di comando civile.” Il Trattato di Velsen, inoltre, affida ad Eurogendfor una serie di impegni e compiti che sollevano numerose incognite. Oltre al garantire la pubblica sicurezza e svolgere attività di polizia giudiziaria, l’Egf può controllare, sostituirsi o istruire le polizie locali, dirigere la pubblica sorveglianza, operare alle frontiere, acquisire ogni genere di informazione e, infine, svolgere operazioni d’intelligence.
Ed è proprio quest’ultimo punto, quello che preoccupa i più: una super forza che tutto può, con la benedizione di stati e organizzazioni, una struttura militare sovranazionale in grado di operare in qualsiasi angolo del globo senza dover render conto a nessuno, che si configura anche come organo di spionaggio interno ed esterno. In poche parole, una bomba innescata in mano ai potenti, i quali, secondo alcuni, l’avrebbero già utilizzata a proprio piacimento per placare proteste e rivolte. E’ il caso, appunto, della Grecia. In questa direzione, non sono in pochi a domandarsi quanto tempo debba trascorrere prima che i super militari intervengano anche in Italia, considerata la crisi sia governativa che finanziaria in cui il nostro paese riversa e che lo spinge perennemente sull’orlo del baratro. Oltre il quale, ci sono pochi dubbi, ci attendono i manganelli dell’Egf.
Fonte: infiltrato.it
martedì 26 giugno 2012
Più poteri a Bruxelles sui bilanci dei Paesi che sforano
Più poteri a Bruxelles sui bilanci dei Paesi che sforano
IL
DOCUMENTO
L'Europa di fronte al "grande salto"
"Questa crisi è la maggiore minaccia per quanto realizzato in Europa negli ultimi 60 anni". Va dritto al punto, in un discorso all'European Policy Center di Bruxelles, il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. "Davanti a questa semplice realtà, stare fermi non è un'opzione. Ora è necessario un grande salto in avanti. Può
non essere facile: portare avanti riforme di ampia portata richiedera' ambizione, visione e determinazione, ma credo che questa sia la strada migliore, e l'unica possibile per dare ai nostri cittadini la prosperita', alle nostre imprese le
opportunita' e ai nostri giovani il futuro che meritano".
Monti-Merkel a Roma
Si terra' il prossimo 4 luglio a Roma un vertice bilaterale italo-tedesco sulla crisi cui prenderanno parte il premier Mario Monti e la Cancelliera tedesca, Angela
Merkel. Lo riporta il sito di Palazzo Chigi.
Le attese della lunga vigilia
"E' un altra riunione di discussione sulle politiche da seguire: verranno presi altri impegni... ma non sarà un vertice che risolve tutti i problemi". Per l'ex governatore della Bundesbank Axel Weber è bene non farsi illusioni sul prossimo consiglio europeo di giovedì e venerdì: il più grosso ostacolo per la stabilità dell'euro resta il fallimento di alcuni stati membri nel mettere insieme "impegni credibili" e vincolanti sui conti pubblici.
Eppure, anticipa il Financial Times, nelle ultime ore si lavora ad un documento che ampli i poteri di intervento dell'Ue fino a consentirle di riscrivere le leggi di bilancio e le manovre economiche dei Paesi in difficoltà.
Il documento
La bozza
Il piano dovrenne essere arrivato alle cancellerie europee da poco, dopo limature riviste fino a ieri sera dai quattro co-autori - Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo; José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea; Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea; Jean-Claude Juncker, Presidente dell'Eurogruppo dei ministri delle Finanze della zona euro. Il testo prevede una sorta di roadmap "per trasformare la zona euro in una più stretta unione fiscale, dando più poteri a Bruxelles per agire come un ministero delle finanze per tutti i 17 membri dell'unione monetaria".
A questi poteri di supervisione comunitaria si affiancherebbero una più stretta unione bancaria e una più forte unione politica.
Correzione di rotta dettata da Bruxelles
La Finanziaria di uno stato dell'eurozona in difficoltà sarà sottoposta alla supervisione preventiva delle autorità di Bruxelles e al via libera degli altri Paesi membri prima di essere sottoposta al Parlamento nazionale: insomma, chi non rispetta gli impegni con l'Ue si troverà sostanzialmente commissariato per la politica economica dagli stessi partner dell'Unione, che potranno anche imporre multe. Bruxelles potrà inoltre imporre modifiche alla Finanziaria del Paese in difficoltà.
"Se un paese ha bisogno di aumentare il proprio indebitamento, sarà costretto ad andare agli altri governi della zona euro per ottenere da loro un'approvazione preventiva".
Vincere le resistenze di Berlino
Questo progetto potrebbe incontrare il favore tedesco anche perché non include nessun impegno verso gli eurobond anche se potrebbe alludere all'avvicinameneto per tappe a forme diverese di 'mutualizzazione limitata del debito a breve termine', ovvero ai famosi "eurobills".
venerdì 7 gennaio 2011
L’Ue ratifica ufficialmente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità
L’Ue ratifica ufficialmente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità
Per la prima volta l’Unione europea diventa parte contraente nel suo insieme di un trattato sui diritti umani. All’appello, però, mancano ancora 11 Paesi membri, ma per lo European Disability Forum si tratta di una “ratifica storica”
ROMA - L'Unione europea ha ufficialmente ratificato la Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità lo scorso 23 dicembre. A darne notizia è lo European disability forum (Edf) che spiega come per la prima volta l'Unione europea diventa nel suo insieme parte contraente di un trattato generale sui diritti umani. Un risultato raggiunto anche grazie all'impegno dello stesso Forum che definisce la conferma dello scorso dicembre una "ratifica storica che segna un passo in avanti nel rispetto dei diritti delle persone disabili e che contribuirà a migliorare la vita di 80 milioni di persone con disabilità in Europa". Ad oggi, però, la Convenzione non è stata ancora ratificata da tutti i paesi dell'Ue. All'appello mancano ancora 11 Paesi membri su 27, ma per il Forum la ratifica rappresenta un risultato che contribuirà a favorire il rispetto dei diritti umani per tutti gli europei e farà in modo che la disabilità salga in cima all'agenda dei diritti umani. "Non è soltanto un importante passo nella storia dell'Unione europea - ha sottolineato Yannis Vardakastanis, presidente dell'European Disability Forum -, ma anche l'invio di un segnale positivo per i suoi Stati membri che non hanno ancora ratificato la Convenzione: è giunto il momento di impegnarsi per i diritti delle persone con disabilità".
Ruolo chiave per la ratifica, spiega il Forum, quello della Presidenza belga, mentre ora toccherà alla futura presidenza ungherese lavorare per l'attuazione nei primi mesi del 2011. Per garantire il successo della ratifica, però, occorrerà ora passare dalle parole ai fatti. I Paesi che hanno ratificato la Convenzione dovranno ora garantirne l'attuazione e l'implementazione delle politiche attraverso l'istituzione di ‘focal point'. A livello europeo, invece, il Forum ha esortato l'Unione europea affinché l'incarico venga affidato al Segretariato generale della Commissione europea "poiché garantire che i diritti delle persone disabili è una questione centrale in tutti gli aspetti della politica Unione". In secondo luogo, il Forum sottolinea l'importanza del coinvolgimento delle organizzazioni della società civile nell'attuazione del trattato. Tutte le istituzioni dell'Unione europea, spiega il Forum, dovranno ora sostenere i valori della Convenzione in tutte le politiche di loro competenza.
(6 gennaio 2011) estratto dal sito http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Superabilex/Qui_Europa/info659771524.html
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