Più poteri a Bruxelles sui bilanci dei Paesi che sforano
IL
DOCUMENTO
L'Europa di fronte al "grande salto"

"Questa crisi è la maggiore minaccia per quanto realizzato in Europa negli ultimi 60 anni". Va dritto al punto, in un discorso all'European Policy Center di Bruxelles, il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. "Davanti a questa semplice realtà, stare fermi non è un'opzione. Ora è necessario un grande salto in avanti. Può
non essere facile: portare avanti riforme di ampia portata richiedera' ambizione, visione e determinazione, ma credo che questa sia la strada migliore, e l'unica possibile per dare ai nostri cittadini la prosperita', alle nostre imprese le
opportunita' e ai nostri giovani il futuro che meritano".
Monti-Merkel a Roma
Si terra' il prossimo 4 luglio a Roma un vertice bilaterale italo-tedesco sulla crisi cui prenderanno parte il premier Mario Monti e la Cancelliera tedesca, Angela
Merkel. Lo riporta il sito di Palazzo Chigi.
Le attese della lunga vigilia
"E' un altra riunione di discussione sulle politiche da seguire: verranno presi altri impegni... ma non sarà un vertice che risolve tutti i problemi". Per l'ex governatore della Bundesbank Axel Weber è bene non farsi illusioni sul prossimo consiglio europeo di giovedì e venerdì: il più grosso ostacolo per la stabilità dell'euro resta il fallimento di alcuni stati membri nel mettere insieme "impegni credibili" e vincolanti sui conti pubblici.
Eppure, anticipa il Financial Times, nelle ultime ore si lavora ad un documento che ampli i poteri di intervento dell'Ue fino a consentirle di riscrivere le leggi di bilancio e le manovre economiche dei Paesi in difficoltà.
Il documento
La bozza
Il piano dovrenne essere arrivato alle cancellerie europee da poco, dopo limature riviste fino a ieri sera dai quattro co-autori - Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo; José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea; Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea; Jean-Claude Juncker, Presidente dell'Eurogruppo dei ministri delle Finanze della zona euro. Il testo prevede una sorta di roadmap "per trasformare la zona euro in una più stretta unione fiscale, dando più poteri a Bruxelles per agire come un ministero delle finanze per tutti i 17 membri dell'unione monetaria".
A questi poteri di supervisione comunitaria si affiancherebbero una più stretta unione bancaria e una più forte unione politica.
Correzione di rotta dettata da Bruxelles
La Finanziaria di uno stato dell'eurozona in difficoltà sarà sottoposta alla supervisione preventiva delle autorità di Bruxelles e al via libera degli altri Paesi membri prima di essere sottoposta al Parlamento nazionale: insomma, chi non rispetta gli impegni con l'Ue si troverà sostanzialmente commissariato per la politica economica dagli stessi partner dell'Unione, che potranno anche imporre multe. Bruxelles potrà inoltre imporre modifiche alla Finanziaria del Paese in difficoltà.
"Se un paese ha bisogno di aumentare il proprio indebitamento, sarà costretto ad andare agli altri governi della zona euro per ottenere da loro un'approvazione preventiva".
Vincere le resistenze di Berlino
Questo progetto potrebbe incontrare il favore tedesco anche perché non include nessun impegno verso gli eurobond anche se potrebbe alludere all'avvicinameneto per tappe a forme diverese di 'mutualizzazione limitata del debito a breve termine', ovvero ai famosi "eurobills".
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